Mes. I 5 Stelle Berardini, Lombardo e Lapia passano al Misto. “Me ne vado per dignità”

AgenPress –  I deputati M5s Antonio Lombardo, Maria Lapia e Fabio Berardini, a quanto si apprende, passano al gruppo Misto. I deputati 5 Stelle erano contrari alla riforma del Mes: Lombardo ieri non ha partecipato al voto, Berardini ha votato contro mentre Mara Lapia si è astenuta.

In un lungo post su Facebook motiva il proprio abbandono dal M5S.
“Nel 2018 i cittadini mi hanno eletta deputata della Repubblica. Lo hanno fatto affinché io, come tutti i miei colleghi, mi facessi portavoce di valori, princìpi e punti cardine di un programma elettorale ampiamente condiviso con tutti gli attivisti del nostro Movimento e con gli elettori che ci hanno resi depositari della loro fiducia. Un programma elettorale che avrebbe messo finalmente una pietra tombale su un modo di fare politica oramai obsoleto, ridando dignità alle Istituzioni ed al Paese intero. Un programma elettorale frutto di sintesi di idee, sogni, speranze, attivismo e fiducia in una nuova classe dirigente – quella del Movimento 5 Stelle, per l’appunto – che ha avuto in un primo momento la straordinaria capacità di riavvicinare i cittadini alla gestione della cosa pubblica.
Io, in questi anni, ho fatto esattamente quello che mi è stato chiesto e per il quale sono stata eletta: rappresentare un territorio, rispettare un mandato, fare della coerenza l’obiettivo principale della mia azione politica. Mi sono spesa, e continuerò a farlo, per la mia terra, mettendo costantemente in luce tutte le problematiche che affliggono le nostre comunità, prime tra tutte quelle relative alla pessima gestione sanitaria che ha messo in ginocchio un’intera regione, la nostra Sardegna, per lunghi decenni. Sono stata al fianco della gente, e continuerò a farlo, facendo mie le preoccupazioni di tutti e cercando di utilizzare il mio ruolo solo ed esclusivamente nell’interesse di chi non ha mai avuto la possibilità di farsi sentire ed urlare la propria disperazione, la propria indignazione e, quando si è reso opportuno, persino il proprio plauso. Sì, perché in politica c’è bisogno anche di questo questo: di sentirsi dire quando si sbaglia, di essere maturi assumendosi tutte le responsabilità, e di sentirsi orgogliosi quando si fanno le cose per bene, quando si raggiungono gli obiettivi prefissati e lo si fa nell’interesse di tutti. Nel mio e nel vostro interesse.
Questi due anni e mezzo, per me, hanno significato molto. Hanno significato caricare su di me le vostre istanze, ogni giorno, cercando assieme a voi ed ai rappresentanti politici ad ogni livello, le possibili soluzioni. Questo è stato il mio ruolo e continuerà ad esserlo fino a fine Legislatura.
Ho dato piena fiducia fin dall’inizio al Presidente Conte e continuerò a farlo ogniqualvolta il Governo dimostrerà di lavorare per il bene di questo Paese. Io ho quotidianamente rinnovato quella fiducia all’interno di un Movimento che mi ha regalato speranze, come ne ha regalate a tutti voi, e con i cui membri ho condiviso talvolta sogni e passioni: prima fra tutte quella di lasciare a mio figlio, ed ai vostri figli, una società in grado di saper rispondere alle esigenze degli ultimi, frenando gli appetiti di coloro che sono sempre arrivati primi e, sovente, senza particolari meriti.
Un Movimento che, tuttavia, negli ultimi mesi non ha mancato di rimarcare più volte il totale smarrimento dei nostri valori, ponendo spesso al centro l’interesse di pochi a discapito della volontà di tutti gli altri. Quelli, per intenderci, che siedono più al di sopra di tutti. Quella volontà che, da quando ha avuto forma con la nostra elezione alla guida del Paese, è andata ogni giorno sempre più sgretolandosi.
Insieme abbiamo raggiunto molti obiettivi, è vero ed è inutile negarlo: abbiamo raccontato al Paese che i corrotti devono pagare, che le fasce deboli della popolazione vanno sostenute e che le emergenze sanitarie si combattono con protocolli scientifici adeguati e scelte politiche ponderate, anziché con le urla e gli sproloqui da piazza.
Ma mentre ci adoperavamo per far ciò, c’era chi ha costantemente lavorato per prendere il mandato elettorale affidatoci e farne carta straccia.
Risulterebbe quasi inutile, oltremodo ripetitivo, raccontarvi quante volte per spirito di Movimento, per evitare polemiche seppur legittime e giustificate e per non pesare ulteriormente sul difficile momento che stiamo vivendo, molti di noi hanno dovuto sopprimere la dialettica interna a favore di una parvenza di unità: io, adesso, sento di non poterlo più fare. In questo momento io, come deputata e come cittadina, sento il dovere di non poter più reprimere le mie legittime scelte ed osservazioni, quando le stesse vanno nella direzione di tutelare chi ha creduto in noi e nel progetto del Movimento 5 Stelle.
Un Movimento in cui, oggi, faccio fatica a riconoscermi. Un Movimento che da domani, per quel che mi riguarda, continuerà ad essere costituito in parte da persone perbene ed in parte da chi intende difendere il proprio scranno a discapito di chi invece ha sempre inteso la politica come servizio da svolgere a disposizione della collettività intera.
Io preferisco continuare a guardare dritto in faccia e negli occhi tutti coloro che hanno creduto in quello che io, ed il Movimento del 2018, abbiamo raccontato loro.
Il MES, come molto altro, non apparteneva al nostro programma: ci siamo sempre battuti per il contrario. Di qui ieri il mio voto contrario sulla risoluzione contente la proposta di riforma in sede europea. Un voto di responsabilità verso di voi. Un voto di coerenza. La stessa coerenza che da questo momento in poi mi porta a scegliere di abbandonare il Movimento 5 Stelle per rispetto di tutti coloro che si sentono traditi – me compresa – e della mia dignità”.

 

 

 

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