Tirrito: “Risse, assembramenti, proteste. E’ questo il risultato della Dad e dei centri commerciali chiusi?”

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AgenPress. Quasi 10.000 giovani si sono riuniti, dopo un tam tam sui social, tra l’Eur e il Pincio per dare vita a una ‘personale’ protesta contro le restrizioni di questo periodo. Ne sono nati assembramenti, risse, un’assalto’ alla metropolitana. E tutto rigorosamente senza mascherine. Mi chiedo: è questo il risultato della dad, la didattica a distanza?”.

 

A porsi polemicamente la domanda è Maricetta Tirrito, presidente dell’associazione Una Donna, “Cosa sta accadendo ai nostri giovani? – prosegue – Deve far riflettere il fatto che la maggior parte dei protagonisti di questo scellerato sabato siano minorenni, dai 14 ai 17 anni, esattamente la fascia d’età costretta alla didattica a distanza, al divieto di incontro nei luoghi di sport, alla chiusura dei centri commerciali, alla socializzazione così come l’hanno vissuta fino ad ora.

 

Dobbiamo porci il problema di cosa stiano pensando i nostri giovani, oggi privati della vita sociale. E’ indispensabile studiare una via alternativa, compensativa di ciò che gli viene negato. Il punto non è la palestra o il centro commerciale in sé, ma l’attenzione ai moderni luoghi di aggregazione che sostituiscono il ‘muretto’ di una volta, la piazza dove ci si incontrava.

 

Non basta un decreto per riequilibrare la società, non basta una diretta facebook a restituire ai giovani le parole mancanti, gli abbracci, la quotidiana frequentazione, la cultura assorbita con le arti visive, col teatro, lo sfogo ormonale di un’ora di allenamento.

E allora perché questa decisione di chiudere tutto senza minimamente pensare ad alternative valide per la crescita corretta dei nostri ragazzi? A maggior ragione visto che i casi di coronavirus in questa fascia di età sono così ridotti?

 

Compito della politica – conclude Tirrito – è trovare soluzioni, anche in una gestione di emergenza. Ormai sono mesi che il Covid ha preso il sopravvento, ma di alternative alla mera chiusura del tutto non ce ne sono. Se è vero che gli anziani sono coloro che stanno pagando il prezzo più alto in termini di vite umane, i giovani lo stanno pagando in termini di crescita equilibrata. Non è possibile sacrificare né gli uni né gli altri. Ed è deprimente pensare che l’unica soluzione pensata e trovata dal Governo sia quella di impedire di vivere, per non morire.

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