Coronavirus. Clemente Mastella. “Governo avaro. Ho sentito la vicinanza solo della Regione “

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Agenpress – “C’è uno scollamento tra le cose che, anche in modo efficace, vengono dette e quello che è il dato reale. Questo sgomenta le persone, creando una distanza enorme, una rottura del rapporto con le istituzioni che può portare ad una collera che travalica e trasuda una forma di veleno rispetto alla democrazia”.

Così Clemente Mastella, sindaco di Benevento, commenta l’operato del governo in emergenza covid, in un’intervista di Teresa Gargiulo per il giornale online “laNotifica.it”.

Il sindaco afferma di non aver sentito la vicinanza del governo in questo difficile periodo: “tranne i voucher per la spesa sociale, per il resto ho sentito la vicinanza” solo “della regione”. Il governo si è dimostrato “un pò avaro e questo ha suscitato anche una forma di perplessità da parte degli amministratori e dei sindaci che sono stati estraniati.  Nell’ultimo decreto – sottolinea Mastella – i sindaci erano quelli che aprivano e chiudevano i cimiteri o i parchi pubblici. Mi pare un pò modesta la considerazione istituzionale da parte del governo dei sindaci”.

E riguardo al governo della regione Campania Vincenzo De Luca Mastella afferma: “si è comportato bene, quindi ho il dovere di valutare quello che è stato fatto . Noi abbiamo fatto 3000 screening con i tamponi faringei nell’intera città di Benevento”. Ho il dovere di fare una valutazione “come sindaco, diverso è l’aspetto di natura politica più generale. Sto scegliendo – dice riferendosi alla partita delle regionali – chi è quello che può far meglio rispetto alla realtà campana. De Luca ha dimostrato capacità che forse precedentemente non erano state espresse nel modo migliore, e quindi ha dato il meglio di se stesso in questo momento qua. Infine aggiunge “devo fare un’altra considerazione.

E’ stata la Lega ad estromettermi “mai con Mastella”, ma gli interessi della Lega non coincidono con gli interessi del mezzogiorno”. Sullo scontro in diretta tv tra Bonafede e Di Matteo l’ex ministro commenta: Bonafede in un Paese democratico doveva dimettersi già prima, qualcuno avrebbe dovuto mandarlo a casa, cosa che non avviene e questo lascia tutti nell’incertezza, l’incertezza in cui a volte vive questo governo”. 

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