Aumento Iva. Renzi: “spero che le parole di Conte non nascondano il gioco delle tre carte”

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Agenpress –  “Bene, questo Governo nasce per evitare l’aumento dell’Iva, se avesse aumentato l’Iva saremmo stati tutti ricoverati. Abbiamo detto basta con l’atteggiamento di Salvini, ma abbiamo anche detto che l’Iva non doveva aumentare. L’importante è che le parole di Conte, che noi apprezziamo, non nascondano il gioco delle tre carte. Se non c’è aumento dell’Iva, non c’è aumento dell’Iva. Niente scherzi sul gettito”.

Così Matteo Renzi intervenuto ai microfoni di  Rai Radio2 sullo stop all’aumento dell’Iva: 

Su ItaliaViva: “E’ tutto molto bello. C’è tanta gente, tanto entusiasmo. Ho fatto una scelta attesa da anni, cammino più leggero, su una strada in salita, non battuta. Preferisco stare dentro a un’avventura totalmente nuova che continuare a logorarmi con tutti quei litigi interni al Pd. Ti svegliavi la mattina e dovevi stare attento che un altro del Pd non ti facesse sgambetti. La rottamazione? Ho rottamato troppo poco. Però abbiamo fatto un sacco di cose belle in questo passato. L’Italia era un Paese fermo e abbiamo recuperato la crescita portandola al +1,7%. Siamo stati l’unico Governo con il 50% di quote rosa. Portato tanti giovani al Governo. Ma questo ormai è il passato, dobbiamo guardare al futuro. Parlamentari da M5S e Forza Italia pronti a venire con noi? Lo scopriremo solo vivendo. Ce ne sono tanti che si stanno avvicinando ma per me non è importante fare un’operazione di palazzo. Mi interessa che in tanti si avvicino a noi nelle fabbriche, nelle società, negli uffici, nel mondo dell’associazionismo e del terzo settore. Siamo molto più radicati tra la gente che nel palazzo”.

Sul voto ai sedicenni: “E’ un’idea che mi piace molto, non so se diventerà realtà, ma è un’ottima idea. Vediamo se si concretizzerà o sarà soltanto uno slogan. Se arriva in Parlamento una legge del genere, io voto a favore”.

Su sé stesso: “Come sono cambiato in questi 10 anni? Ho preso diversi chili, ho qualche capello bianco. Se mi guardo dietro, facevo il Sindaco, l’esperienza più bella, in quella che ritengo la città più bella del mondo. Ho vissuto tutte le stagioni della politica, il trionfo e la sconfitta. Ora è diverso. Non voglio più essere un goleador, ma preferisco giocare rifinitore, a centrocampo, o da mediano. L’esperienza della sconfitta, che è brutta, non è vero che perdere è bello, vincere è meglio, ti aiuta moltissimo a capire quali sono le persone su cui fare affidamento e quelle che invece ti fregano. Ti aiuta a capire su chi puoi puntare. Io sono stato considerato per anni l’uomo più potente della politica italiana, poi il reietto che non si poteva neanche salutare, poi mi hanno dato per morto, dopo la zampata di agosto che ha mandato a casa Salvini son tornati in fila indiana a farsi sotto e a dirmi che sono bravo e intelligente. Mai credere ai ruffiani, mai cedere alla cultura dei pessimisti”.

Su Salvini: “Penso che abbia combinato un pasticcio. Lo sa perfettamente. Io ho sbagliato e perso una battaglia cercando di modernizzare le istituzioni del Paese, lui ha sbagliato e perso una battaglia tra cubiste, mojito e colpo di sole. Detto questo, per Salvini il momento è umanamente molto duro. Capita a lui quello che è successo a me e ad altri. E ancora non ha visto niente rispetto a quello che accadrà nei prossimi mesi. Vedremo se saprà recuperare o no. Gli suggerisco di fare chiarezza sulle vicende che riguardano i denari dalla Russia e i 49 milioni di euro. Ma in questi mesi avrà da temere soprattutto i suoi amici, quelli che cercheranno di fargli le scarpe”

Sul suicidio assistito: “Se dovessi trovarmi in una certa situazione, vorrei che le persone che amo, mia moglie e i miei figli, potessero decidere per me. Mi piacerebbe che chi mi conosce davvero potesse decidere per me. La storia dell’uomo è piena di momenti in cui ci si riunisce attorno al capezzale di una persona a cui si vuole bene e si capisce quando è il momento di smettere di soffrire. Questo è vero per chi come me è cattolico ma è vero anche per chi cattolico non è. La sofferenza inutile e l’accanimento terapeutico non sono parte della vita. Il mio sacerdote del liceo, una persona a cui voglio molto bene, è morto per la sla due anni fa e aveva dato indicazioni molto chiare contro l’accanimento terapeutico. Non farei guerre di religione su questo tema. Possibile che su certe cose non basti il buonsenso? La morte fa parte della vita, bisogna guardarla in faccia, non si può aver paura di guardare in faccia la morte. Non occorrono scontri ideologici, sarebbe bello riuscire a votare tutti insieme una legge su questo. Ovviamente senza arrivare al controsenso della regolarizzazione del suicidio, magari per una persona depressa”.

Sulla lotta all’evasione: “Più che la lotta al contante, serve una lotta all’evasione. Tra cinque anni pagheremo tutti con il telefonino. Con la fatturazione elettronica, lo scontrino digitale, e altri sistemi che abbiamo messo in campo, la lotta all’evasione è cresciuta molto. Spero che questi temi siano oggetto di un lavoro serio nei prossimi mesi, senza paraventi ideologici. Serve collaborazione con i cittadini sul fisco, non polemiche”.

 

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